Un cristallo (dal greco κρúσταλλος, krýstallos, ghiaccio) è formato da atomi, associati in una disposizione geometricamente regolare che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali.
Mondo affascinante e sconosciuto, i cristalli sono stati oggetto di ricerca, collezionismo, studio e commercio occupando da sempre un posto di rilievo nella storia economica e scientifica, nell’evoluzione della cultura, dell’arte e perfino della medicina.
I cristalli rappresentano la manifestazione più eclatante della natura intima dei minerali e, più in generale, della materia allo stato solido. Possono formarsi in ambienti e condizioni chimico-fisiche diverse ed essere caratterizzati da differenti velocità di crescita e dimensioni raggiungibili.
Il fattore tempo gioca un ruolo critico. Per la formazione di grandi cristalli occorre che le condizioni chimico-fisiche non mutino eccessivamente, altrimenti il cristallo non solo cessa di crescere, ma può addirittura iniziare a dissolversi.
Altro fattore fondamentale è lo spazio: è molto improbabile che un cristallo riesca a crescere senza saturare tutta la superficie disponibile e, quindi, senza perdere la sua connotazione di cristallo separato da altri. I cristalli perfetti sono il risultato di crescite indisturbate e regolari che, nelle rocce, possono avvenire entro cavità e fessure.
I cristalli si trovano in ogni tipo di roccia e sono oltre 4.000 le specie mineralogiche, rinvenute sino ad oggi in natura. Tuttavia, anche se quasi tutte cristallizzano, solo alcune fra queste specie forniscono cristalli di dimensioni apprezzabili a occhio nudo e, solo poche decine, sono in grado di generare cristalli che possono formare campioni di dimensioni esteticamente rilevanti.
Esiste una gran varietà di ambienti geologici nei quali avviene la crescita di cristalli, da quelli più profondi situati sino a oltre 100 km di profondità dove si trovano inclusi nella massa delle rocce, come nel caso del diamante, a quelli intermedi e superficiali dove è permessa la formazione nelle rocce di cavità cristallizzate.
I cristalli di minerali che per proprietà come resistenza, durezza, buon colore, elevata trasparenza ed elevato indice di rifrazione possono fornire pietre dure, semipreziose e preziose, si formano in genere nella crosta terrestre a una profondità compresa tra i 3 e i 12 chilometri.
I cristalli, a qualunque profondità si siano formati, dopo essersi conservati nella roccia madre, anche per tempi lunghissimi, se esposti agli agenti atmosferici vengono rapidamente distrutti.
La mostra desidera infine sollecitare una riflessione sul concetto di "ecologia del sottosuolo". Gran parte dei cristalli esposti, infatti, provengono da miniere esaurite. La domanda crescente di energia e materie prime dell’economia mondiale sta portando ad un rapido e generalizzato esaurimento dei giacimenti e delle risorse minerarie. Queste ultime, infatti, una volta estratte e consumate, non possono essere ricostituite. Poiché alcuni dei cristalli in mostra si sono formati addirittura oltre un miliardo di anni fa, è del tutto evidente che non si possano creare di nuovo se non in un arco temporale altrettanto lungo. Quindi, così come esiste una coscienza ecologica sul regno animale e vegetale, è indispensabile attivare un’opera di sensibilizzazione anche per questa categoria di beni naturalistici che, altrimenti, rischiano l’estinzione.







