Il Museo della Specola è il più antico museo scientifico d’Europa.

Fondato nel 1775, dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo nei locali di Palazzo Torrigiani, fu affidato alla direzione di Felice Fontana. L’idea era quella di dare una sistemazione organica e razionale alle raccolte scientifiche medicee, già allestite presso la Galleria degli Uffizi. Nelle sale furono esposti anche strumenti di nuova concezione e cere anatomiche create nelle officine del Museo.

Ancora oggi si trova nella sede originaria del Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze da cui ha tratto origine e con il quale ha condiviso quasi un secolo di storia.

L’istituzione si configurava anche come un moderno centro di ricerca: disponeva di un giardino botanico, di un osservatorio astronomico, di una biblioteca e, dal 1807, di un liceo per l’insegnamento delle scienze oltre a laboratori sperimentali specializzati, ad esempio, nella lavorazione della cera e in uno di questi Clemente Susini, coadiuvato da abilissimi artigiani, realizzò oltre 600 modelli anatomici, a tutt’oggi esposti nelle sale del Museo.

Il Liceo era composto da sei cattedre scientifiche: astronomia, fisica, chimica, anatomia comparata, mineralogia e zoologia, botanica. Dopo la fine del Granducato di Toscana, l’esperienza scientifica del Liceo fu recuperata dalla sezione di Scienze Naturali dell’Istituto di Studi Superiori di Firenze.

Nel 1841 nel palazzo fu costruita, dall’architetto Giuseppe Martelli, una Tribuna dedicata a Galileo Galilei oltre a un vestibolo e una sala a emiciclo dedicate al grande scienziato. Al primo piano, infatti, sono costuditi gli strumenti di Galileo.

Gli affreschi e i mosaici che decorano la Tribuna sono di Giuseppe Strongezzuoli, Nicola Cianfanelli e Luigi Sabatelli, e la statua di Galileo, tutt’ora nell’emiciclo, è di Aristodemo Costoli.

A partire dal 1878, le collezioni del Museo furono ripartite tra le varie sezioni del nuovo Istituto di Studi Superiori: a "La Specola" rimasero le cere anatomiche, le collezioni zoologiche e gli strumenti scientifici; questi ultimi furono assegnati, successivamente, all’Istituto e Museo di Storia della Scienza.

L’attuale Museo è noto con il nome "Specola", derivante dal medesimo termine latino, a indicare l’osservatorio astronomico che aveva sede nella sua parte più alta.

La ricca e spettacolare esposizione è organizzata in 33 sale (22 per la zoologia, 10 per le cere, 1 per le mostre temporanee) situate al secondo piano dell’edificio; al piano terra, invece, si trova il Salone degli Scheletri, con teche originali del secolo XIX.

La collezione di cere anatomiche comprende opere realizzate tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento riguardanti l’Anatomia, oltre a calchi in gesso e disegni. La collezione dei Vertebrati comprende esemplari dei secoli XVIII, XIX e XX, appartenenti alle 5 classi dei Vertebrati: si tratta di preparati in alcool, naturalizzati, in pelle e scheletri. La collezione di Invertebrati dei secoli XIX e XX mostra esemplari a secco e in alcool.

La biblioteca conserva pregevoli volumi antichi e opere moderne. L’archivio della sezione comprende l’archivio Giglioli (soprattutto epistolare), l’archivio generale del Museo dalla fine dell’Ottocento in poi e parte dell’archivio della Società Entomologica Italiana.

A tutto questo si aggiunge la collezione Giazotto, la più bella collezione di minerali al mondo, a cui il Museo ha affidato uno spazio ad hoc nel primo piano.

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